Abolire il Milleproroghe

Presidente del Consiglio Enrico Letta faccia il piacere, abolisca il Milleproroghe, fosse anche il primo e ultimo suo atto dell’anno nuovo. Il decreto approvato ieri mette assieme rinvii di vario ordine e grado con una serie di norme ripescate dal “Salva Roma”. In particolare, vengono riproposte le misure tese a prevenire la bancarotta del comune di Roma, senza però introdurre alcun principio di disciplina finanziaria a carico del Campidoglio e delle sue partecipate.
27 DIC 13
Ultimo aggiornamento: 15:02 | 20 AGO 20
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Presidente del Consiglio Enrico Letta faccia il piacere, abolisca il Milleproroghe, fosse anche il primo e ultimo suo atto dell’anno nuovo. Il decreto approvato ieri mette assieme rinvii di vario ordine e grado con una serie di norme ripescate dal “Salva Roma”. In particolare, vengono riproposte le misure tese a prevenire la bancarotta del comune di Roma, senza però introdurre alcun principio di disciplina finanziaria a carico del Campidoglio e delle sue partecipate. Questa scelta è uno sfregio a tutti i cittadini e alle imprese che boccheggiano per le troppe tasse: come si può pretendere fedeltà fiscale se poi il denaro pubblico serve a tappare voragini causate da cattiva gestione e subalternità ai sindacati? Più in generale, come si può chiedere ai contribuenti di rispettare le scadenze se poi ogni anno, negli ultimi giorni utili, i governi emanano un decreto – il Milleproroghe, appunto – che fin dal nome suona come una presa in giro? Di fatto, questo decreto (al pari dei precedenti) è un’infilata di provvedimenti particolari che complica la vita dei cittadini introducendo cambiamenti e rinvii in materia fiscale fuori tempo massimo. La civiltà di un paese, si dice, la si vede dalla qualità del suo trasporto pubblico. Ma la si vede anche dalla certezza del diritto. In Italia, c’è una relazione biunivoca tra le due cose. Lo ha riconosciuto lo stesso premier, quando ieri ha parlato della necessaria “riforma del procedimento legislativo”, che così com’è rende impossibile sia programmare la produzione normativa, sia, per i cittadini, stare al passo di cambiamenti continui e spesso disordinati. Se vogliamo restituire dignità al paese, smettiamola con le proroghe, coi Milleproroghe e con le infornate di fine anno.